istituto di somatopsicoenergetica  
fondato da Sergio Scialanca          

 

GRUPPO RESIDENZIALE
DI SOMATO-PSICO-ENERGETICA

Prossima data: 3-4-5 Luglio 2009

 


Trainer Sergio Scialanca

 

Il Gruppo, fondato sulle tecniche di vegetoterapia somatopsicoenergetica, integra esperienze di psicologia antica,

nella quale la distinzione tra mente, corpo e spirito non era ancora codificata.

L’essere umano era considerato come unità appartenente all’Unità, e come tale la sua “essenza

doveva essere liberata dai condizionamenti per potersi esprimere nella sua libertà.

Causa di ogni malessere (sia fisico che psichico), erano dunque considerati tali condizionamenti.

Oggi non è diverso, e la psiche può essere osservata come fenomeno (ciò che si manifesta esteriormente)

di una sottostante struttura energetica, non sempre corrispondente alla “qualità essenziale”, o “natura” dell’individuo.

Nelle antiche tradizioni la psicologia era già presente, ben prima che essa nascesse come scienza in epoca moderna, grazie a Wilhelm Wundt (m. 1920). In realtà, nell'antichità la psiche era rappresentata come una farfalla; i moderni pensano che ciò sia dovuto alla forma particolare della lettera greca psi; ma il simbolo della farfalla rappresenta un cervello i cui lobi corrispondono alle ali. Si tratta della rappresentazione di un circuito energetico che risale ad epoche ben più antiche di quella che vide fiorire la civiltà greca. E' infatti poco noto che già gli Egizi distinguevano tre aspetti dell'anima (psiché):
-
akh, ovvero la luce uscita dalle tenebre dell’increato, centro del corpo di luce, il cui riflesso sul piano del creato è il principio di attrazione – o amore – mer; (spirito?)
- ka
, la Forma che dà forma alla sostanza per dar luogo alla materia, assimilabile alla matrice, principio di fissità che si trova nella nuca; (corpo?)
-
ba, l’anima naturale o umana, ovvero il centro energetico del corpo fisico. Questi tre aspetti non sono mai scindibili e costituiscono centri spirituali svincolati da organi fisici, ma residenti nel corpo fisico (mente?).

Altrettanto poco noto è che l'Inconscio freudiano era più sottilmente suddiviso, nell'antichità, in subcosciente e sovracosciente: ciò significa che alla Coscienza potesse apparire sì il contenuto del subcosciente, emergente dal basso; ma anche quello del sovracosciente, discendente dall'alto. Entrambi incoscienti in origine: dal che, funzione della psicologia era non tanto la rivelazione delle pulsioni inconsce (complessivamente ritenute "condizionamenti"), quanto la realizzazioni delle potenzialità inespresse contenute nel sovracosciente. Compito possibile solo dopo che i condizionamenti, portati alla luce della coscienza, fossero stati privati della loro forza.

Anche il concetto di coscienza è oggi indagato e descritto con maggiore precisione dalla biofisica che dalla psicologia, e viene assimilato a un fenomeno quantistico:  la coerenza quantistica di vibrazione nei microtubuli della cellula neuronale, che si comporterebbero come superconduttori, - o anche come stringhe, se vogliamo riferirci alla omonima teoria – al passaggio di informazione, la cui particella mediatrice è il fotone.” (Penrose).

Questa visione ripropone la basilarità dell'antico concetto di "Luce" - inteso allora in senso mistico e oggi in senso quantistico. Che l'Uomo sia Luce è possibile oggi dirlo fondandosi su robuste basi scientifiche. Che poi sia possibile realizzare la consapevolezza (non la coscienza) di questo fatto nella propria psiche, è argomento che l'Istituto di Somatopsicoenergetica si ripromette si indagare.
 

Approfondimenti


 

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