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Istituto
di
SomatoPsicoEnergetica |
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TRATTAMENTO DEI DISTURBI SOMATO-PSICO-ENERGETICI (per completezza di informazione vedi anche TRATTAMENTI INDIVIDUALI) Secondo la somato-psico-patologia e la somato-psico-dinamica (F. Navarro), ogni disturbo psichico ha una correlazione, più o meno evidente, con un disturbo degli organi legati ai livelli corporei che lo caratterizzano. Qui di seguito è riportata una tabella
comparativa di massima a titolo puramente esemplificativo. Tale origine determina i livelli di radicamento (profondità) del disturbo e di invasività nella vita della persona. Inoltre, i sintomi possono "stratificarsi", per cui un sintomo di disturbo d'ansia può essere - ad esempio - "a copertura" di un disturbo da depressione o da conflitto. Si può essere, inconsciamente, ansiosi per "nascondere" la depressione; depressi per "nascondere" il conflitto; stressati per "tenere a bada" l'ansia o la depressione...
L'individuo è un frammento, completo in sé, dell' Unità Universale. Nell'ottica somatopsicoenergetica, ogni disturbo è derivato da una imperfetta realizzazione, nella propria vita, del progetto individuale espresso dalla propria matrice energetica, la quale tenderebbe a fare di ogni Uomo una unità compiuta in costante contatto con ogni altra unità vivente. Soma e Psiche (corpo e mente) sono considerati quindi come due aspetti osservabili di questa unità. L'imperfetta adesione al proprio progetto è sempre dovuta all'emozione primaria paura, nella sua forma più radicale e originaria: paura di morire. L'impressione di tale paura, determina il trauma ed ingenera i vari disturbi somatopsichici, tutti caratterizzati da una specifica paura secondaria (vedi tabella). SPIEGHIAMOCI Noi tutti originiamo da una sola cellula, detta zigote, che è il prodotto dell'unione dell'ovulo materno con lo spermatozoo paterno. Come dice E. Baker, se un organismo unicellulare, quale un'ameba, viene sottoposto a uno stress (viene ad esempio punto con uno spillo), esso si ritrae su se stesso, irrigidendosi a difesa del nucleo cellulare. Ciò avviene perché la cellula è dotata di una reticolo di miosina (la stessa sostanza che costituisce i muscoli), capace di contrarsi e distendersi. Passato il pericolo, l'ameba torna a distendersi e allunga a raggiera il proprio citoplasma (la sostanza che racchiude il nucleo), formando gli pseudopodi (quasi-piedi). Se si insiste nel pungerla, essa si manterrà contratta definitivamente, avendo ormai acquisita l'informazione che espandersi sia pericoloso e metta in pericolo la propria vita. Questa informazione è dunque non psichica (l'ameba non ha psichismo, perché non ha un sistema nervoso né un cervello), né strettamente organica (l'ameba non ha organi, ma solo organelli, cioè microstrutture che costituiscono il citoplasma): essa è quindi energetica, come ogni informazione. A partire dallo zigote, ogni organismo evolve per mitosi, cioè divisione cellulare. La singola cellula si divide in due, le due diventano quattro e così via. In ogni divisione, la cellula porta con sé l'informazione contenuta nella cellula madre. Se allo zigote fosse riservato il trattamento che abbiamo descritto nell'ameba, sarebbe quindi ovvio che l'organismo compiuto recherebbe in sé, globalmente, l'informazione derivata dalla paura di morire, o - come si dice in tabella in questo caso - paura di non poter vivere. Il modo di rapportarsi alla propria esistenza, in quell'individuo, sarebbe dunque a ragione determinata da questa impressione, sia sul piano psichico che su quello somatico. E' importante quindi considerare che la malattia è la migliore risposta che una persona può dare a un sottostante disagio dovuto a uno squilibrio energetico di base. Solo il riequilibrio energetico (della matrice energetica, cioè) garantisce la risoluzione del problema. L'eventuale resistenza alla cura fino ad allora riscontrata si spiega quindi con la persistenza della disfunzione energetica che ne è la causa. La metodologia d'elezione per ripristinare l'equilibrio energetico è la Vegetoterapia carattero-analitica.
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